Non c'entra quanto si era furbi, i soldi, la fortuna. Dopo quel bordo si sta come barboni, a ridere intorno all'albero della conoscenza. A contare le stelle. Coperti di rocce, col delta dei fiumi nelle mani. E ponti nelle costole.
martedì, 27 marzo 2007

GHIACCIO.

Starò via per un po', che sul ghiaccio si scivola.

 

Lucrezio lo sapeva:
Apri la cassa,
Vedrai, è pieno di neve
Che turbina.

E tavolta due fiocchi s'incontrano, s'uniscono.
Oppure uno devia, con grazia
Nel suo poco di morte.

Da dove viene quel chiarore
In alcune parole
Quando l'una è solo la notte,
L'altra, un sogno?

Da dove vengono quelle due ombre
Che vagano, ridendo,
Di cui una imbacuccata
In una lana rossa?


I.Bonnefoy, De natura rerum, da Inizio e fine della neve (1991)

J'étais l'ombre, j'aimais de garder le logis,
Et j'attendais, j'étais la patience des salles,
Je savais que le feu ne brûlait pas en vain..."

Yves Bonnefoy  *Hier régnant désert*

postato da pollymagoo alle ore 11:35 | Permalink | commenti (14) / commenti (14) (pop-up)
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lunedì, 26 marzo 2007

PASSIONE.

Che non è quella di Cristo, nè quella di Neffa. Un po' ricorda quella di  Steven e Jeremy, i due bambini nel campeggio nel libro lacerante di Cristophe Honore. E' la perdita completa del senso, che disorienta. Fuori da ogni dentro. Sparpagliamento totale.

"Mi hai aspettato quasi un'ora senza muoverti. Hai aspettato che ricomparissi, dopodiché mi hai seguito. Senza un solo rimprovero. Senza un insulto. Una parola di gelosia. Una parola cattiva. Nulla. Il tuo silenzio mi incatena per milioni di anni. Jérémy, perché non sei morto invece di aspettarmi? Soffocato dall'edera. Morso dalle vipere. Abbattuto dai cacciatori. Divorato dalle poiane. Perché non sei diventato un albero questo pomeriggio? Una foresta. Un luogo dove amarti. Corro e poi vedo la tua schiena, la tua testa leggermente piegata indietro. Tu guardi il cielo. A cosa pensi? A che pensi? Sai già quello che farai dieci ore più tardi?"

e c'entrano anche il treno, e le bottiglie vuote.

Kader Abdolah (1954)

De reis van de lege flessen (Il viaggio delle bottiglie vuote)
Un aereo. Adesso è un aereo che mi appare nel sonno. Un tempo sfrecciavano treni nei miei sogni. Un'infinità di treni, mi davano incubi.
I treni arrivavano. I treni partivano. Mi portavano passeggeri. E ripartivano vuoti.
Adesso i treni sono scomparsi. L'ultimo si è portato via René.
René era il mio vicino. Il mio primo vicino di casa olandese.
Il mio mondo è diviso in due parti. Una è tra le montagne della mia patria. L'altra è qui, in un paesino sulle rive dell'Ijssel. Non sono io che l'ho voluto. Ma non ho avuto scelta. È successo al di sopra della mia testa.

Colonna sonora:

http://myspace.com/joanaspolicewoman,"The ride","Eternal flame".

 

 

 

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lunedì, 19 marzo 2007

BORSEGGIATA.

Non credo abbia un senso raccontare su un blog episodi di vita vissuta, a meno che non abbiano a che vedere con qualcosa che poi ti tocca un po' più nel profondo. Anni fa ho subìto una rapina a mano armata. Abitando in una città come la mia, non si registra nessuna stranezza, si è portati a pensare che prima o poi ti può capitare. Ma a me la pistola l'hanno proprio premuta sulla tempia, e ricordo perfettamente la sensazione che mi trasmetteva il freddo del metallo. Mantenere il controllo ha fatto sì che i quattro raccogliessero in fretta tutto quello che poteva aver valore, e se ne ripartissero con una notevole sgommata. Corsa alla stazione dei carabinieri, tentativi vani di identikit, e poi tre mesi senza uscire da casa: un fatto del genere quanto meno ti stressa. 

Ieri invece è andata diversamente. Ero alla cassa del bar, girata verso alcuni amici, col portadocumenti in mano. Mi rigiro verso la cassa, e avevo la mano vuota. VUOTA!!! Soldi, patente plastificata, carta di identità, codice fiscale, tesserino dell'Ordine dei giornalisti, tesserino del Policlico Gemelli...una tragedia. Manodivelluto ha poi buttato i documenti dentro un bus. Ieri sera la telefonata, con un italiano stentato: " Lucia, sei Lucia? I miei amici mi hanno detto fatti i cazzi tuoi, ti metti nei guai, pensano che sei stata tu, ma io ti chiamo lo stesso. Ho i tuoi documenti, voglio che tu li hai indietro, perchè sento che sei una persona brava." Questa speciale donna del Magreb me li ha spediti stamattina. Lo volevo dire.

Alla colonna sonora poi ci penserò.

postato da pollymagoo alle ore 11:37 | Permalink | commenti (37) / commenti (37) (pop-up)
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domenica, 11 marzo 2007

LA DOMENICA DELLE SALME.


Tentò la fuga in tram
verso le sei del mattino
dalla bottiglia di orzata
dove galleggia Milano
non fu difficile seguirlo

il poeta della Baggina
la sua anima accesa
mandava luce di lampadina
gli incendiarono il letto
sulla strada di Trento


riuscì a salvarsi dalla sua barba
un pettirosso da combattimento

I Polacchi non morirono subito
e inginocchiati agli ultimi semafori
rifacevano il trucco alle troie di regime
lanciate verso il mare

i trafficanti di saponette
mettevano pancia verso est
chi si convertiva nel novanta
ne era dispensato nel novantuno

la scimmia del
quarto Reich
ballava la polka sopra il muro
e mentre si arrampicava
le abbiamo visto tutto il culo

la piramide di Cheope
volle essere ricostruita in quel giorno di festa
masso per masso
schiavo per schiavo
comunista per comunista


La domenica delle salme
non si udirono fucilate
il gas esilarante
presidiava le strade
la domenica delle salme
si portò via tutti i pensieri
e le regine del ''tua culpa''
affollarono i parrucchieri

Nell'assolata galera patria
il secondo secondino
disse a ''Baffi di Sego'' che era il primo
-- si può fare domani sul far del mattino –
e furono inviati messi
fanti cavalli cani ed un somaro
ad annunciare l'amputazione della gamba
di Renato Curcio
il carbonaro

il ministro dei temporali
in un tripudio di tromboni
auspicava democrazia
con la tovaglia sulle mani e le mani sui coglioni

--
voglio vivere in una città
dove all'ora dell'aperitivo
non ci siano spargimenti di sangue
o di detersivo –
a tarda sera io e il mio illustre cugino De Andrade
eravamo gli ultimi cittadini liberi
di questa famosa città civile
perché avevamo un cannone nel cortile

La domenica delle salme
nessuno si fece male
tutti a seguire il feretro
del defunto ideale
la domenica delle salme
si sentiva cantare
-quant'è bella giovinezza
non vogliamo più invecchiare –

Gli ultimi viandanti
si ritirarono nelle catacombe
accesero la televisione e ci guardarono cantare
per una mezz'oretta
poi ci mandarono a cagare
voi che avete cantato sui trampoli e in ginocchio
coi pianoforti a tracolla travestiti da Pinocchio

voi che avete cantato per i longobardi e per i centralisti
per l'Amazzonia e per la pecunia
nei palastilisti
e dai padri Maristi
voi avete voci potenti
lingue allenate a battere il tamburo
voi avevate voci potenti
adatte per il vaffanculo —

La domenica delle salme
gli addetti alla nostalgia
accompagnarono tra i flauti
il cadavere di Utopia
la domenica delle salme
fu una domenica come tante
il giorno dopo c'erano i segni
di una pace terrificante
mentre
il cuore d'Italia
da Palermo ad Aosta
si gonfiava in un coro
di vibrante protesta
.

FABRIZIO DE ANDRE'

postato da pollymagoo alle ore 09:54 | Permalink | commenti (22) / commenti (22) (pop-up)
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martedì, 06 marzo 2007

ORIGINAL TERRON STYLE.

Vi segnalo caldamente due amici.

Lo Spekkio è un gruppo hip hop/reggae formato da Klone & Mr. Voo.Doo., due gemelli che stanno a Rimini, ma originari della Basilicata. Passate da qui  http://www.zshare.net/download/mixtape-supposte-per-il-ghettoblaster-rar.html per scaricare il loro mixtape. Buona musica e testi curati. Le vostre orecchie vi ringrazieranno.

BLESS YOU, Spekkio.

postato da pollymagoo alle ore 14:39 | Permalink | commenti (19) / commenti (19) (pop-up)
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Chi sono

Utente: pollymagoo
Un po' Pollyanna, un po' Mr. Magoo, sempre alla ricerca, non sempre fruttuosa, di qualcosa o di qualcuno. Comunista per definizione e per nascita troppo intelligente per essere felice. Ute Lemper "Le grand Lustucru" : <img src="noflash.gif" width="17" height="17" alt="" />


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